Dott.ssa Alba Mirabile Psicologa Sessuologa Psicoterapeuta

Sesso e MTS: quella terribile paura di contrarre l’HIV

MTS è un acronimo che indica le Malattie Sessualmente Trasmesse. L’Hiv- Human immunodeficiency virus – è il virus che causa l’AidsAcquired immune deficiency sindrome – ossia la “sindrome da immunodeficienza acquisita”. Il sistema immunitario delle persone malate di Aids è fortemente indebolito a causa di questo virus (Hiv) e non è più in grado di contrastare l’insorgenza d’infezioni e malattie, più o meno gravi, causate da altri virus, batteri o funghi (malattie opportunistiche). La persona contagiata da questo virus viene definita sieropositiva all’Hiv. Inizialmente la persona non presenza alcun sintomo fisico, nella prima fase è un virus asintomatico: spesso è possibile vivere per anni senza alcun sintomo e accorgersi del contagio solo al manifestarsi di una malattia opportunistica.

Negli anni la ricerca ha fatto enormi passi avanti, ma non è stato ancora trovato un vaccino capace di contrastare il contagio. Dal 1996 sono state introdotte, invece, terapie antiretrovirali, che permettono di ridurre e bloccare la replicazione virale. Queste terapie hanno migliorato la qualità di vita e prolungato la sopravvivenza delle persone sieropositive: permettono alle persone affette da questo virus di portare avanti progetti di vita personali, lavorativi e familiari, inclusa la possibilità di diventare genitori di figli sani.

Il miglior modo per impedire il contagio del virus dell’Hiv è la condotta: evitare i comportamenti a rischio e attuare le regole del sesso sicuro.  

I comportamenti a rischio sono:

  • i rapporti sessuali penetrativi (vaginali e anali) sono a rischio per entrambi i partner;
  • i rapporti oro-genitali sono a rischio solo per la persona che con la bocca stimola i genitali del partner, mentre chi riceve la stimolazione non si espone ad alcun rischio.

Le regole del sesso sicuro sono:

  • nei rapporti sessuali penetrativi utilizza sempre il preservativo fin da subito;
  • nel praticare la fellatio, ossia la stimolazione orale del pene, usa il preservativo ed evita di ricevere sperma in bocca;
  • nel praticare il cunnilingus, ossia la stimolazione orale dei genitali femminili, utilizza il dental dam, un sottile lenzuolino dentale che mette una barriera tra la bocca e i genitali femminili.

È importante sapere che il virus dell’Hiv non si trasmette mangiando dallo stesso piatto o condividendo lo stesso bagno, né scambiandosi baci e abbracci: nessun familiare di una persona sieropositiva è stato mai infettato.

Se hai avuto dei comportamenti a rischio ricordati di fare un test!

Da pochi mesi, si possono trovare in farmacia degli autotest che hanno il “vantaggio” della riservatezza assoluta: si compra, si può eseguire quando e dove si vuole, non c’è necessità di interfacciarsi con alcun operatore. Purtroppo, a mio avviso, l’autotest non consente di poter parlare con un esperto che in quel momento potrebbe aiutare la persona a capire meglio quali siano i comportamenti a rischio e a chi rivolgersi per chiedere un aiuto nel “gestire” l’eventuale risultato positivo.

Quanto aspettare, per fare il test, dopo un possibile rischio?

Esiste un tempo, il così detto “periodo finestra” durante il quale il test risulterebbe negativo sebbene si sia stati infettati e si sia capaci di trasmetterlo. In questo periodo, nonostante il contagio e la contagiosità, nell’organismo non è ancora avvenuta la sieroconversione. Purtroppo questo è proprio il periodo di maggiore capacità infettiva, perché la replicazione del virus HIV è in un momento di massimo picco.

Il periodo finestra dura mediamente dalle 3 alle 6 settimane, ma sino ad oggi l’indicazione generale è che a 3 mesi si ha la certezza di un eventuale risultato negativo.

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