Dott.ssa Alba Mirabile Psicologa Sessuologa Psicoterapeuta

Parafilie e psicopatologia

Il manuale diagnostico dei disturbi mentali, DSM IV,  definisce le parafilie (o comunemente dette perversioni sessuali) come fantasie, impulsi sessuali, o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente, che in generale riguardano: oggetti inanimati; la sofferenza o l’umiliazione di se stessi o del partner; bambini o altre persone non consenzienti. Il termine “parafilia” deriva dal greco para παρά –> “presso”, “oltre” e filia φιλία –>”amore”, “affinità”.

Tale comportamento per essere definito tale, deve avere un decorso di almeno 6 mesi.

“Si può dire che non ci sia nessun individuo sano che non aggiunga al normale scopo sessuale qualche elemento che si possa chiamare perverso; e l’universalità di questo fatto basta per sé sola a farci comprendere quanto sia inappropriato l’uso della parola perversione come termine riprovativo.”           Sigmund Freud

Per la prima volta, con il DSM V, viene affermato che “molte persone con desideri sessuali atipici non hanno un disturbo mentale”.

Non ci resta che chiederci allora quale sia davvero il confine tra ciò che consideriamo normale e ciò che consideriamo patologico.

Secondo il DSM V affinchè un disturbo parafilico sia diagnosticato come tale è fondamentale che:

  • la persona con quest’interesse abbia vissuti d’angoscia non dettati dalla disapprovazione sociale, ma da se stessa;
  • la persona viva un desiderio o agisca comportamento sessuale che comporti  un disagio psichico, ferite o morte di un’altra persona;
  • la persona viva o agisca un desiderio o un comportamento sessuale che coinvolga altre persone incapaci di dare esprimere autonomamente il proprio consenso  o che siano coinvolte a loro insaputa.

Il DSM IV  distingue diversi tipi di parafilie:

  • Frotteurismo: comportamento che consiste nello sfregarsi o toccare una persona non consenziente;
  • Esibizionismo: esposizione dei propri genitali ad un estraneo in un momento innaspettato;
  • Voyeurismo: osservare persone di nascosto mentre si spogliano o durante i rapporti sessuali;
  • Sadomasochismo sessuale: azioni che implicano l’umiliazione, la sofferenza fisica o psicologica che procurano eccitazione a chi le mette in atto (sadismo) o all’attore che le riceve (masochismo).
  • Pedofilia: impulsi sessuali, fantasie o comportamenti sessuali riguardanti bambini in età prepuberale.
  • Feticismo: impulsi sessuali, fantasie o comportamenti ricorrenti e sessualmente eccitanti che comportano l’utilizzo di oggetti inanimati o una parte del corpo.
  • Feticismo da Travestitismo: impulsi sessuali, fantasie o comportamenti ricorrenti e sessualmente eccitanti che interessano il travestimento in un maschio eterosessuale.

Un’importante differenza tra il DSM IV R e il DSM V riguarda il disturbo da travestitismo, limitato agli eterosessuali nel DSM IV ed esteso  alle donne o agli uomini omosessuali nel DSM 5, e la pedofilia (DSM IV) che prende invece il nome di Disturbo Pedofilico nel DSM V.

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